An unfinished woman è il titolo originale dell’autobiografia di Lillian Hellman, tradotta nel 1984 per gli Editori Riuniti da Paola Campioli. Quasi trecento pagine inquiete e dense ripercorrono la vita personale, sociale e artistica della Hellman, nata nel 1905, nota ai più come scrittrice di teatro e per il suo impegno civile.

Vita ricca d’incontri e condivisioni con altri grandi protagonisti del Novecento americano: ci sono Hemingway, Dorothy Parker, Dashiell Hammett. Sullo sfondo, per così dire, il susseguirsi degli eventi storici visti dall’America, vissuti in prima persona e numerosi viaggi in Europa, Spagna e Paesi dell’Est.

Molto bello un capitolo a se stante, a fine libro, un ritratto personale dedicato a Dorothy Parker. Altra donna, come dice di sé la Hellmann, parecchio “difficile”.

@Massimiliano Varnai

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