Sono ben note le vicende dell’Americana di Vittorini, del suo esordio col botto – diciamo così – fra vicende di censura e l’enorme impatto culturale. E la sua onda è proseguita lungo tutto il Novecento e oltre, attraverso successive edizioni e riedizioni, non esclusi alcuni ripensamenti dei suoi autori e sostenitori e dei suoi lettori. In uno stato di mezzo, in una sorta di primo bilancio si situa questa riedizione datata 1968, nella storica Delfini della Bompiani, comprensiva delle introduzioni agli autori di Vittorini e di una inedita nota finale di Sergio Pautasso, per l’appunto dominata da un’atmosfera di riflessione pacata, sufficientemente distante dall’evento, e di bilancio. Un Novecento nel suo secondo tempo, che prende coscienza di sé, due volumi compatti, dalla bella grafica, chiusi in un astuccio ammiccante che scompone una delle due immagini di copertina. Non è un caso – ovviamente – che il tutto si situi nel 1968.

@Massimiliano Varnai

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