Enigma: un film e un libro per conoscere
il genio del matematico Alan Turing

Inventò la macchina che consentì a inglesi e americani, durante il secondo conflitto mondiale, di decifrare i codici segreti dei tedeschi e conoscere in anticipo le operazioni militari. Servì per il D-Day e lo sbarco in Italia. Può essere considerato un pioniere dell’informatica. La sua macchina di fatto era in grado di comprendere un’altra macchina. La progettò e la costruì da solo.

Il 1° gennaio del 2015 è iniziato con un buon film, Imitation Game – l’enigma di un genio. Film intenso che racconta una parte della vita di Alan Turing, genio matematico che ha inventato il primo calcolatore e che, quindi, può essere considerato a ragione un pioniere dell’informatica. Alan Turing è interpretato bene da Benedict Cumberbatch (Il Quinto Potere, Into Darkness – Star Trek e Sherlock) anche se la sua non è, come molti hanno scritto, straordinaria, infatti a volte è un po’ sopra le righe, tuttavia è convincente perché mostra un uomo fragile ma geniale, isolato e inviso, ma furbo e capace di utilizzare le sue intuizioni per raggiungere scopi non immediatamente identificabili.
È storicamente provato, infatti, che Enigma fu decifrato per accelerare la fine della guerra ma fu utilizzato solo in alcuni casi affinché i tedeschi non si accorgessero che gli Alleati ne possedevano la soluzione e quindi non cambiassero la programmazione di base che avrebbe vanificato tutto il lavoro di Turing e della sua équipe: ergo molte operazioni militari dell’esercito, dell’aviazione e della marina, benché fossero conosciute in anticipo dai servizi segreti americani e inglesi non vennero di proposito respinte.
Tuttavia il lavoro di Turing servì a realizzare operazioni cruciali come il D-Day e lo sbarco in Italia. Il film si concentra sul rapporto fra Turing e il Servizio segreto di Sua Maestà che lo impiegò durante la Seconda guerra mondiale come crittografo per decifrare i codici che utilizzavano i tedeschi per comunicare le loro operazioni militari.
I codici venivano elaborati da una macchina chiamata Enigma che per gli alleati era una mostruosità inespugnabile. Gli inglesi impiegarono le loro migliori menti matematiche per capirne il sistema ma nessuno riusciva a trovare una soluzione.
Anche perché la macchina cambiava i codici ogni giorno per cui anche se si riusciva a comprendere un messaggio era impossibile stabilire un sistema per decifrare tutti i codici e il giorno dopo si doveva ricominciare da capo l’infernale ricerca.
Turing scelse un percorso diverso rispetto a quello degli altri crittografi, inventò una macchina capace di decifrare i codici di Enigma, cioè inventò una macchina per comprendere un’altra macchina. La pensò, progettò e costruì da solo, quanto meno fu il direttore dei lavori di costruzione.
La sua intuizione permise di comprendere il modo in cui i tedeschi utilizzavano i codici e la storia di quella scoperta è raccontata in un film che utilizza gli ingredienti della spy story mischiandoli a quelli della ricostruzione storica, molto accurata e dettagliata, insieme a una regia dal buon ritmo narrativo.
Il regista del film è il norvegese Morten Tyldum, e il film è basato sul romanzo Alan Turing. Storia di un enigma di Andrew Hodges (pubblicato da Bollati Boringhieri).

 

Fulvio Caporale

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