Moravia è sempre stato spinto dal suo temperamento a interpretare il sesso.
Interpretare dico, non descrivere, analizzando gli impulsi e le ragioni profonde e reiterando la ricerca in tutti i suoi racconti, costruiti come un guscio intorno al nocciolo.
Vicende e personaggi sono ricondotti sempre al rapporto sessuale, centro dell’esistenza.

Agostino, romanzo del 1944, è la storia di un figlio adolescente e di una madre giovane.
Il figlio scopre il sesso nell’osservare il comportamente della madre, vedova e ancora vitale.
Non è il racconto di un incesto, ma di una iniziazione inconsapevole, o ambiguamente tale.
Tutti i personaggi di contorno sono necessari al clima dell’epoca: gli inizi di una rivoluzione che oggi è arrivata alla sua decadenza.

Alberto Moravia
Agostino
Bompiani