Il cronometro era certo necessario all’equipaggio della «Croce del sud», il veicolo sul quale Corradi aveva posto come cronista/suiveur della Mille Miglia Nera, rally di sedicimila chilometri attraverso l’Africa, da Algeri a Città del Capo. Non è però l’ansia dei tempi di percorso, né la competitività della gara, ciò che più affascina in questo racconto. È il suo essere narrazione di avvenimenti, sensazioni, incontri, del sentirsi parte dell’avventura. La capacità dell’autore non è solo di riportarla a noi, ma di permettere a noi di vivere con lui i cinquanta giorni d’Africa. Alla fine anche noi c’eravamo. Grande magia.

Egisto Corradi

Africa a cronometro

Corbaccio

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