Wuz, n. 7, settembre 2002

Elena Allodi

Restauro di

La famosa invasione degli orsi in Sicilia

di Buzzati

 

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La legatura del volume è complessa: in origine presentava una bellissima sopracoperta illustrata dallo stesso Buzzati in carta patinata, che nella maggior parte degli esemplari è andata perduta; i piatti sono in cartone a legno pesante ricoperto da una carta vergatina grigia; il dorso è piatto e staccato dal corpo del volume dal gioco delle cerniere sempre in vergatina grigia, con finti capitelli grigio chiaro. Sul piatto anteriore sono stati stampati il titolo e un’illustrazione in inchiostro rosso. Le carte all’interno recano le illustrazioni dell’autore in bianco e nero e a colori.

L’esemplare in questione ha subito danni piuttosto gravi, dovuti come al solito ad un uso poco rispettoso della delicatezza del materiale e alla carta già in partenza poco durevole. Per prima cosa, le carte interne erano ossidate soprattutto lungo i margini esterni con qualche arricciatura e leggere alonature di umidità; la loro resistenza meccanica era molto minore rispetto ad una copia meglio conservata, perciò le cerniere interne, cioè i punti di attacco del corpo del volume alla legatura, si sono lacerate gravemente per il peso complessivo dell’insieme. È stato fatto un tentativo di restauro casalingo utilizzando un collante vinilico e il risultato è stato ben peggiore del normale, poiché ha creato tensioni, macchie e distorsioni in corrispondenza delle carniere tali da compromettere anche le fettucce di legatura e i fogli di guardia.

La legatura non ha avuto miglior fortuna: il danno più consistente era una grossa lacuna sul piatto anteriore in corrispondenza dell’angolo inferiore sinistro; le cerniere erano completamente lacerate anche all’esterno e il dorso, riattaccato alla meglio con scotch e colle di vario genere, si presentava parzialmente adeso al corpo del volume là dove avrebbe dovuto restare libero. Lungo i margini erano evidenti i segni di colpi e cadute accidentali che avevano deformato il cartone a legno, di per sé già molto ossidabile e con resistenza meccanica molto limitata, e conseguenti abrasioni anche alla carta di copertura. Sul piatto posteriore c’erano tracce di una sostanza verdastra molto spessa, tipo smalto o simili, rimasta appiccicata sul supporto cartaceo. La sovracoperta, miracolosamente, non aveva subito danni gravi, a parte lunghi strappi e molta polvere lungo il margine superiore e qualche lacuna di lieve entità lungo il margine inferiore.

Interventi di restauro

La prima fase è stata come di solito la pulitura a secco sia del volume che della sovracoperta con gomme morbide tagliate a punta per poter operare molto delicatamente anche su aree ridottissime.

I depositi spessi e colorati sul piatto posteriore sono stati eliminati a secco con il bisturi, poiché i tentativi con acqua o solventi rischiavano di inglobare parte della materia colorata incrostante all’interno delle fibre, rendendo il danno irreversibile. Lavorando a secco si è reso necessario procedere più lentamente ma non è stato lasciato nessun tipo di residuo.

La parte più difficile dell’intervento è consistita nel tentativo di rimozione dei vecchi collanti utilizzati nei restauri do-it-yourself. Ancora una volta ribadisco quanto sia importante non intervenire in nessun caso su un materiale così delicato e complesso senza un’adeguata conoscenza sia dei supporti sia delle sostanze che si vanno ad applicare sia soprattutto del loro comportamento nel tempo: la porosità della carta, la sua assorbenza fa sì che qualsiasi cosa venga veicolata all’interno delle fibre molto difficilmente sia removibile: è perciò destinata ad invecchiare con l’opera. I prodotti per il restauro vengono scelti tra quelli che soddisfano al massimo le caratteristiche di reversibilità e resistenza all’invecchiamento, previ adeguati test di laboratorio. Non così avviene, giustamente, per i normali prodotti per cartoleria o bricolage. In questo caso, si è dovuto procedere localmente con vari tipi di solventi e poi con il bisturi per ammorbidire e poter rimuovere meccanicamente le vecchie colle. L’operazione purtroppo è riuscita solo in parte ed ha causato assottigliamenti, abrasioni e anche la perdita di piccoli frammenti sui fogli di guardia e sul dorso.

Soltanto dopo questa fase, si è potuto staccare il dorso e foderarlo per rinforzare le cerniere; anche all’interno sono state ricreate delle braghette in carta per ricongiungere solidamente legatura e corpo del volume, innestandole al di sotto del foglio di guardia e facendo sì che rimanessero il meno visibili possibile con un opportuno ritocco pittorico finale.

L’altro grosso problema da risolvere è stata la lacuna sul piatto anteriore: si trattava di innestare un cartone di adeguato spessore, portarlo a livello e poi ricostruire la copertura in carta grigia. Per prima cosa sono stati assottigliati dall’interno i margini della lacuna con il bisturi, poi sono stati incollati insieme più strati di cartoncino di spessore mm 0,6 con collante misto Tylose-Plextol piuttosto forte e, una volta a livello, si è ricreata la carta grigia con una carta giapponese simile. Si è dapprima tentato di utilizzare una carta simile all’originale, ma non avendola trovata perfettamente identica, l’innesto risultava troppo in rilievo rispetto alla superficie del piatto e quindi molto visibile.

Le distorsioni e le tracce delle cadute sono state ammorbidite con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua e alcool etilico, rinsaldate con poco Tylose denso applicato con una spatolina e asciugate immediatamente con il termocauterio. In alcuni punti più problematici si è utilizzato del collante misto applicandolo anche negli strati interni del cartone. La copertura esterna della carta vergatina grigia, ove mancante, è stata ripristinata sempre con una carta giapponese molto morbida applicata con Tylose.

Infine si è proceduto al restauro della sovracoperta, eseguendo una tamponatura ad umido con acqua tiepida, per ammorbidire le pieghe, eliminare le alonature di umidità e riadagiare gli strappi in posizione. Bisognava agire molto delicatamente perché alcuni colori, i rossi in particolare, tendevano a spandere leggermente. Per questo non è stato possibile eseguire un normale lavaggio per immersione: sarebbe risultato troppo efficace! La sovracoperta è stata poi foderata con una velatura leggera ma resistente eseguita con tessuto non tessuto sintetico di poliestere 100% molto sottile tale da poter resistere alla trazione causata dalle piegature al dorso e al margine dei piatti al momento di montarla sulla legatura. Le lacune sono state integrate con una carta simile all’originale per rendere le lacune invisibili in trasparenza.

Dopo la spianatura, eseguita sotto peso tra carte assorbenti e tessuti non tessuti, le parti restaurate sono state integrate pittoricamente con acquerelli e pastelli colorati per ricostruire perfettamente il disegno presistente.