Un libro da guardare. Esserne attratti, ma non possedere gli strumenti per comprenderlo, per leggerlo. Musica architettura, di Iannis Xenakis, che qui ho in seconda edizione italiana, Spirali 2003.

Leggo anche nei curatori un certo imbarazzo. Tergiversa un po’ anche chi ne ha scritto la quarta: si parla di “sperimentazione architettonica e musicale insieme”, si prende tempo e righe girandoci un po’ intorno “Sono qui raccolti alcuni scritti teorici di Iannis Xenakis, musicista tra i più celebri con Boulez e Stockhausen. Quella di Xenakis è anche un’opera d’ingegneria e di architettura: egli introduce nella composizione il calcolo delle probabilità e la teoria d’informazione”.

Come si diceva, però, il libro è bello da guardare. Grafici e schizzi, partiture e tabelle, città cosmiche, si alternano a lunghi brani in prosa inaccessibile, preceduti da titoli quali “Tre poli di condensazione”, “Musica simbolica e insiemistica”, “Verso una metamusica”. Fortuna vuole che sia diviso in tre parti, rispettivamente intitolate: “Musica”, “Architettura”, e “Musica. Architettura”. Fin qui, fino alla divisioni in parti del libro, m’è dato, almeno parzialmente, di capire.

@Massimiliano Varnai