wim wenders
Il libro che di malavoglia contiene una sceneggiatura cinematografica, o, viceversa, una sceneggiatura cinematografica – un film – prestata alla forma libro: a dir la verità, in prima battuta, questo tipo di libro sembra sempre un esperimento, un unicum, una prova, sempre a metà fra il riuscito e il non riuscito, l’abbozzato.
Si tratta sempre, per quanto chi vi scrive conosca la forma letteraria della sceneggiatura e l’abbia praticata per propria formazione professionale – di comprimere un film in un libro, privandolo del movimento e lasciandolo cristallizzato in una scrittura di per sé poco appetibile alla lettura, da un lato. Dall’altro di vincolare il libro a una sua limitata estensione, visto che è corredato e soverchiato da una estensione “reale” e già esistente, il film appunto.
Per cui i dubbi, sulla buona riuscita di un libro così, da entrambi i fronti restano. Però nel Novecento il libro sceneggiatura è esistito, eccome, ed è cercato con foga sia pure da un numero limitato di estimatori. L’Einaudi, la Cappelli, la Bompiani, hanno dato lustro a questo particolare oggetto. Ma anche la Ubulibri, sul finire del secolo, pubblicando ad esempio nel 1983, questo Lo stato delle cose, magnifico film di Wenders, qui in versione libro – sceneggiatura completa e qualche fotografia – attualmente introvabile su Maremagnum e quindi da tener d’occhio.

@Massimiliano Varnai