Ci sono molti argomenti di cui si parla senza coscienza precisa, così, tanto per parlare. Così la gente storce il naso quando cita i premi letterari italiani, come avesse esperienza di chissà quale combine. E se pure ne ha, esperienza, allarga il giudizio a un microcosmo che è si piccolo ma variegato e composito.

Io ho esperienza diretta di un amico, che conosco bene, che ha vinto molti premi e li ha vinti senza santi in Paradiso, soltanto mandando avanti quanto aveva scritto, il più delle volte in forma anonima, come i vari regolamenti prevedevano. Ma non per questo dico che i premi letterari sono il luogo dell’onestà intellettuale.

Questo Dizionario dei premi letterari, di Carlo Martini, Mursia 1969, è principalmente un documento. Sono catalogati in ordine alfabetico. Di ciascuno si annota data di nascita, giuria, montepremi, , particolarità del regolamento, albo d’oro.

Per chi legge e studia letteratura italiana del Novecento, sicuramente, questa lettura potrebbe rappresentare un punto di vista nuovo, non consueto, per capire che aria tirava.

@Massimiliano Varnai