Rappresenta l’unico dato sicuro e inesorabile, eppure della morte si tende a parlare il meno possibile, quasi sempre per allusioni o con espressioni indirette e, soprattutto, della morte degli altri. In E-mail sulla morte, attraverso la forma di scrittura epistolare, l’autore scava nel profondo, senza reticenze per cercare di capire l’evento che da sempre terrorizza l’uomo. Guardare Thanatos negli occhi, l’angelo alato, per imparare a morire. La morte vista da sempre come l’evento in cui l’uomo precipita nel nulla da dove è venuto. In E-mail sulla morte, attraverso la lettura del pensiero di Emanuele Severino, emerge un’altra verità. Se l’Occidente pensa da sempre che tutte le cose escono dal nulla e ad esso ritornano, Severino riparte da Parmenide e dall’assunto secondo il quale ‘ciò che è non può non essere’, affermano così l’eternità di tuti gli enti. Non c’è, in questo pensiero, alcun riferimento di tipo religioso e in E-mail sulla morte Paolo Barbieri sviluppa e approfondisce il pensiero del filosofo

Dialoghi d’agosto è invece un racconto filosofico che ha come protagonisti un ateo e un prete. I due si confrontano sui temi del dolore, della religione, di Dio e, ancora, della morte. Ma è anche un racconto in cui l’autore compie un viaggio nella memoria attraverso la storia di una comunità che sfocia in quella personale. Il ritorno del protagonista al suo paese natale è il pretesto per ripercorrere attraverso i documenti, la storia dell’eresia che attraversò quella valle quando si imposero le idee di Martin Lutero.

Il confronto serrato tra il protagonista e il prete verte sui grandi temi della vita (Dio, il dolore, la morte, la tecnica) attraverso una serie di riferimenti filosofici da Platone a Heidegger e, anche qui centrale è il pensiero di Severino. Dialoghi d’agosto non è una sterile contrapposizione tra credenti e non, tra chi è convinto del diritto dell’uomo ad autodeterminarsi (anche nel momento estremo della morte) e chi invece affida tutto a Dio e alla sua volontà, quanto piuttostodi aprire la mente a una discussione franca che rifugga le ideologie.

@Maddalena Capalbi

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