santa teresa
Nel 1973, trentatré anni dopo la prima edizione, Vallecchi ripubblica il Conservatorio di Santa Teresa, di Romano Bilenchi. E ci aggiunge anche tre testi, tutti e tre molto interessanti: uno scritto di Mario Luzi del 1940, una nota dell’autore che racconta le vicende del libro (problemi con la censura fascista e successivo, recente e parziale tentativo di riscrittura, non riuscito totalmente) e una sentita nota dell’Editore, una sorta di personale lettura, per così dire, extra editoriale, non una normale quarta, quanto una chiosa appartata su qualcosa che gli appartiene, il romanzo in questione, ma che anche appartiene a tutti quanti.
Luzi, con stile algido e partecipato assieme, parla di “fedeltà alla simbologia naturale delle cose”. L’Editore ci dice che “i capitoli sulla scoperta della campagna, percorsi dal favoloso delirio dell’immaginazione infantile, hanno la forza rivelatrice delle pagine sul fumo de La coscienza di Zeno”. Palazzeschi, nel 1940, lo cita l’Editore, aveva parlato di “opera di vera poesia”.
Buona cosa sarebbe avere la prima edizione Vallecchi, la seconda che le andò a rimorchio ma ebbe un cambio di copertina e questa terza e nuova, con tutto quanto contiene.
@Massimiliano Varnai