Recentemente abbiamo citato il topos del viaggio in Grecia, a proposito del libro di Brandi e di quello di Lalla Romano. Oggi ci occupiamo di un libro Castelvecchi, relativamente recente, 2015, ma già invisibile nelle librerie, presto mangiato dal va’ e vieni dei libri, che con solerzia vengono tolti dagli scaffali al pari di prodotti a breve scadenza come latticini e simili. Ce ne occupiamo perché è un altro topos, simile, altrettanto forte se non di più, il viaggio in Italia. È il Viaggio in Italia di Simone Weil. L’anno è il 1937, le informazioni le ricavano molto bene i due curatori, Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito, a partire dalle lettere all’amico Jean Posternak e ai genitori. Il libro, per quanto arbitrario, va da sé, e non nato per volere dell’autrice, è molto bello, curato e sentito. È un libro da avere, per le parole e le riflessioni filosofiche, per la vicenda del viaggio in Italia e la vicenda com’è da calare nella storia e nella storia del Novecento, ma anche per questo apparato di ricostruzione, delicato quanto ispirato. La camera “orribile” cui faccio riferimento nel mio titolo le capitò a Firenze, piena com’era in quell’occasione di turisti…

@Massimiliano Varnai

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