Monthly Archives: agosto 2017

I Moralia di Plutarco, le risposte senza tempo agli interrogativi del passato e del presente, secondo “il più filosofo” di tutti i filosofi greci

Lunedì 23 ottobre 2017
Ore 18.30
Chiesa di San Gottardo in Corte
(Via Pecorari, 2 – Milano)
Moralia di Plutarco
Il sapere tra passato e presente
Con
Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano
Giulio Guidorizzi, Professore di Antropologia del mondo antico e Letteratura greca – Università di Torino
Emanuele Lelli, Studioso di poesia ellenistica, di letteratura scientifica e tecnica antica
Giuliano Pisani, Filologo classico, storico dell’arte e scrittore
Introduce e modera
Armando Torno
Ingresso libero con prenotazione

La Scuola della Cattedrale, presieduta da Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, prosegue il suo ciclo di incontri 2017-18 con un evento nel segno dei grandi classici della cultura, in occasione della pubblicazione di Plutarco, Tutti i Moralia (Bompiani, Il pensiero occidentale, 2017).

Nella prima traduzione italiana completa, comprensiva dei Frammenti, vengono presentate in un unico volume, con testo greco a fronte, tutte le opere di Plutarco che la tradizione ha fatto pervenire sotto il nome di Moralia. Oltre ottanta scritti che costituiscono un’inesauribile enciclopedia sulla conoscenza nel mondo antico: in essi Plutarco offre risposte sempre attuali agli eterni interrogativi dell’umanità, creando un ponte, senza confini di tempo, tra gli argomenti e le domande del passato che ancora oggi affascinano l’uomo contemporaneo. Per questo Leopardi lo definì «più filosofo di tutti i filosofi greci».

Plutarco esplora tutti gli ambiti del sapere: dall’etica alla critica filosofica, dalla pedagogia alla politica, dalla scienza alla retorica, senza tralasciare storia, religione, igiene, zoologia, toccando anche curiosità e cultura popolare.

Quali sono i problemi più grandi per genitori ed educatori? 
Come si ascolta? Come si può sviluppare lo spirito critico?
 Che cos’è la vera amicizia? 
Come si affronta l’imprevedibilità della sorte? 
Che rapporto c’è tra etica e politica?
La religione è una convenzione sociale? Esiste l’aldilà?
Erodoto è uno storico o un maldicente?
Gli animali sono esseri dotati di intelligenza?
A questi sempre attuali interrogativi Plutarco offre risposte meditate e intelligenti, 
che condensano già ai suoi tempi secoli e secoli di riflessioni del pensiero occidentale.

L’evento, introdotto e coordinato da Armando Torno, si terrà lunedì 23 ottobre 2017 alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Gottardo in Corte (Via Pecorari, 2 – Milano), e vedrà gli interventi di Mons. Gianantonio Borgonovo, di Giulio Guidorizzi, professore di Antropologia del mondo antico e Letteratura greca presso l’Università di Torino, e dei coordinatori del volume, Emanuele Lelli, studioso di poesia ellenistica, di letteratura scientifica e tecnica antica, e Giuliano Pisani, filologo classico, storico dell’arte e scrittore.

Ingresso libero con prenotazione : PRENOTA ORA ⇒
oppure telefonando al n. 02 36169314


Per informazioni:
Scuola della Cattedrale
Piazza Duomo, 20 – 20122 Milano
Tel. 02 36169314
scuoladellacattedrale@duomomilano.it

Non si può non leggere Thoreau senza rimanere almeno un po’ sconcertati. Lasciando da parte infatti, per non far confusione, chi lo ha tirato per la giacchetta di qua e di là, quando si incrociano i suoi scritti, la violenza – per così dire – delle sue affermazione costringe il lettore all’angolo. Critica ai consumi, alla corruzione umana, amore per la vita naturale e per la natura, favola del bosco, elogio della lentezza, del camminare e della contemplazione.

Nel 1963 Neri Pozza ne pubblicò i diari, attribuendo loro il titolo Vita di uno scrittore, e normalizzandoli in una collana, “Tradizione americana”, che annoverava, fra altri, scritti di Melville, Twain, James, Emerson e Sara Orne Jewelt. Rilegatura in pelle e sovraccoperta donano al libro quella faccia da cosa compiuta che male non gli sta.

Di estrema limpidezza morale, di programmatica sincerità intellettuale, quando scrive:

“Un diario è un registro di esperienza e crescita, non una cassaforte per cose ben fatte o ben dette. (…) Il fascino del diario dovrà consistere in una certa acerbità, una certa freschezza, non nella maturità. Qui non ricorderò ciò che ho detto o fatto, ma ciò che veramente sono, buttata via la corteccia, e ciò che aspiro ad essere.”

@Massimiliano Varnai

Non faremo oggi un serrato e fratricida confronto fra Coco Chanel, Gaultier, Saint Loraine o Lacoste, Dior o De la Fressange. Tanto più che non sapremmo da dove cominciare. È di Anatole France che stiamo parlando fin dal titolo, prima che per nostra conclusione, citando direttamente da una fascetta che completa l’edizione de Il pozzo di Santa Chiara, s.d. ma anni Cinquanta, Ultra editore, collana Ghirlanda Romantica rara Universale, n. 2, a cura di Franco M. Stevani. La fascetta, completata da un disegno, recita così: “Il Rinascimento italiano visto dal più grande stilista francese.”

Per scrivere questo pezzo mi confronto con Felice Accame, che conosce tante cose e, fra queste, anche Anatole France. Mi dice che in effetti Rinascimento è troppo poco per l’argomento del libro, che spazia oltre questo dato momento storico, ma anche di non stupirmi del termine “stilista” e di non intenderlo – come oggi quasi esclusivamente vinee inteso – legato alla moda.

Soltanto qualche anno or sono, non ci si vergognava di dare valore e importanza allo stile letterario con cui veniva creato un testo, ai suoi rimandi, alla sua densità, alla sua eleganza. Così, stilista, per estensione, va inteso come quasi al pari di letterato.

 

@Massimiliano Varnai

Se ne vanno sempre i migliori, si usa dire in nota circostanza. Ma, il breve motto si potrebbe anche estendere in “fuori catalogo se ne vanno sempre i migliori” (accompagnati – anche qui, anche in questo caso – da uno stuolo di mediocri, va detto per amor di precisione).

Fatto sta che questo libro Garzanti del 1997 non si trova attualmente su MareMagnum, e merita sicuramente di esser tenuto d’occhio perché si sa, prima o poi ricomparirà.

Camminare il mondo, lo splendido titolo – ardimentoso, sia che sfidi la grammatica rendendo transitivo il verbo camminare, sia che con nonchalance ometta la preposizione per – è completato da un altrettanto invitante sottotitolo: Vita e avventure di Leonardo Fioravanti medico del Cinquencento.

Se poi ci aggiungiamo che l’autore del libro è Piero Camporesi, di cui abbiamo parlato in questa rubrica altre volte senza lesinare in meritate lodi, il mio elogio sarà completo anche senza entrare nel merito. Trecento incantevoli pagine, ricche di digressioni e percorsi eruditi, strade secondarie e poesia.

@Massimiliano Varnai

Dal​ ​6​ ​ottobre​ ​all’8​ ​novembre​ ​ ​avrà​ ​luogo​ ​in​ ​Piazza​ ​XX​ ​Settembre​ ​​l’edizione autunnale​ ​della​ ​Fiera​ ​del​ ​Libro​ ​di​ ​Bologna,​ ​una​ ​delle​ ​più​ ​antiche​ ​e​ ​longeve​ ​d’Italia. Sette​ ​giorni​ ​su​ ​sette,​ ​con​ ​orario​ ​continuato​ ​dalle​ ​9.00​ ​alle​ ​19.30​,​ ​potrete​ ​trovare​ ​libri antichi,​ ​rari​ ​e​ ​d’occasione,​ ​prime​ ​edizioni,​ ​saggi,​ ​libri​ ​di​ ​testo,​ ​edizioni​ ​d’arte,​ ​di​ ​design e​ ​architettura,​ ​letteratura​ ​ed​ ​altro​ ​ancora.

Dalla​ ​prima​ ​edizione​ ​del​ ​1927,​ ​la​ ​Fiera​ ​del​ ​Libro​ ​ ​è​ ​diventata​ ​un​ ​appuntamento​ ​fisso nell’agenda​ ​cittadina,​ ​atteso​ ​non​ ​solo​ ​dai​ ​bibliofili,​ ​ma​ ​anche​ ​dai​ ​semplici appassionati. Passeggiando​ ​per​ ​porta​ ​Galliera​ ​—a​ ​pochi​ ​passi​ ​dalla​ ​Stazione​ ​Centrale—​ ​potrete trovare​ ​una​ ​vasta​ ​e​ ​specializzata​ ​offerta​ ​di​ ​libri,​ ​sviluppata​ ​in​ ​oltre​ ​400​ ​metri​ ​quadri d’esposizione:​ ​non​ ​solo​ ​rare​ ​edizioni​ ​antiche​​ ​e​ ​ricercate,​ ​ma​ ​anche​ ​migliaia​ ​di​ ​libri​ ​di seconda​ ​mano​ ​ ​o​ ​nuovi​ ​a​ ​metà​ ​prezzo,​ ​oltre​ ​ad​ ​una​ ​vasta​ ​collezione​ ​di​ ​fumetti​, poster​ ​ ​vintage​ ​e​ ​dischi​ ​in​ ​vinile​.

In​ ​ ​occasione​ ​dell’imminente​ ​edizione​ ​autunnale,​ ​Poste​ ​Italiane​ ​ ​ha​ ​voluto​ ​dedicare all’evento​ ​un​ ​importante​ ​riconoscimento,​ ​pubblicando​ ​una​ ​cartolina​​ ​ed​ ​emettendo uno​ ​speciale​ ​annullo​ ​postale​ ​che​ ​celebra​ ​i​ ​90​ ​anni​ ​della​ ​Fiera​ ​del​ ​Libro​ ​di​ ​Bologna​. Nella​ ​giornata​ ​di​ ​sabato​ ​21​ ​ottobre​ ​ ​(data​ ​primo​ ​giorno)​ ​oltre​ ​che​ ​in​ ​tutti​ ​gli​ ​uffici postali,​ ​Poste​ ​Italiane​ ​sarà​ ​presente​ ​allo​ ​stand​ ​della​ ​Fiera​ ​stessa​ ​in​ ​Piazza​ ​XX Settembre​ ​per​ ​presentare​ ​a​ ​collezionisti,​ ​filatelici​ ​ed​ ​appassionati​ ​la​ ​cartolina​ ​e l’annullo.

Inoltre​ ​siamo​ ​lieti​ ​di​ ​annunciare​ ​che​ ​da​ ​questa​ ​edizione​ ​AbeBooks​ ​ ​sarà​ ​media​ ​partner della​ ​manifestazione.​ ​AbeBooks.it​ ​è​ ​il​ ​sito​ ​di​ ​riferimento​ ​per​ ​chiunque​ ​cerchi​ ​libri antichi,​ ​usati,​ ​fuori​ ​catalogo​ ​e​ ​non​ ​solo.​ ​Difatti​ ​oltre​ ​a​ ​libri​ ​di​ ​ogni​ ​tipo,​ ​è​ ​presente​ ​una vasta​ ​offerta​ ​di​ ​articoli​ ​da​ ​collezione​ ​come​ ​carte​ ​geografiche,​ ​stampe​ ​d’arte,​ ​riviste​ ​e periodici,​ ​fotografie​ ​d’epoca​ ​e​ ​il​ ​meglio​ ​del​ ​collezionismo​ ​cartaceo.

Ogni​ ​primavera​ ​e​ ​ogni​ ​autunno​,​ ​in​ ​piazza​ ​XX​ ​settembre,​ ​i​ ​visitatori​ ​più​ ​attenti​ ​sanno che​ ​non​ ​basta​ ​una​ ​sola​ ​visita​ ​alla​ ​Fiera:​ ​per​ ​vagliare​ ​tutta​ ​l’offerta,​ ​è​ ​bene​ ​passare​ ​in più​ ​occasioni,​ ​grazie​ ​ai​ ​frequenti​ ​rinnovi​ ​ ​dei​ ​volumi​ ​proposti.​ ​Non​ ​solo​ ​infatti considerevoli​ ​fondi​ ​di​ ​magazzino,​ ​ma​ ​soprattutto​ ​tantissimi​ ​libri​ ​rinvenuti​ ​da​ ​privati​ ​da tutta​ ​Italia,​ ​passati​ ​poi​ ​all’attento​ ​vaglio​ ​dei​ ​librai. Studenti,​ ​professori,​ ​collezionisti​ ​affollano​ ​i​ ​banchi,​ ​insieme​ ​ai​ ​passanti​ ​curiosi​ ​o​ ​a​ ​chi, magari​ ​per​ ​la​ ​prima​ ​volta,​ ​si​ ​trova​ ​a​ ​sfogliare​ ​volumi​ ​antichi​ ​mai​ ​visti,​ ​poco​ ​distanti​ ​dai libri​ ​per​ ​l’infanzia​,​ ​dal​ ​fumetto​ ​raro​ ​o​ ​dai​ ​libri​ ​d’arte​ ​​offerti​ ​a​ ​metà​ ​prezzo​.


INFO

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+39 349 172 41 62
fieradellibrobologna.it
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La rassegna che si terrà a Fondi il 30 settembre e 1 ottobre 2017. Uno sguardo sull’opera di de Libero e sulla poesia tra musica, teatro e arte

Saper vedere, mettere a fuoco. Una città è stata messa a ferr’e fuoco. A fuoco una vittima, la parola, la vita. Brucia qualche cosa dentro. Arde la brace delle nostre azioni, la passione accende i nostri passi. La metafora del fuoco è onnipresente nell’opera di Libero de Libero «e di cenere odora / la stanza chiusa del cuore». La fiamma della poesia è sempre accesa nell’opera che resiste al tempo. Esistere è non smettere di divampare.

Queste righe vogliono spiegare in parte perché sia stato scelto “Mettere a fuoco la parola” come slogan della IV edizione del Festival poetico ‘verso Libero’ ideato dall’associazione “Libero de Libero”. Gli eventi si terranno tutti all’interno del complesso di San Domenico da sabato 30 settembre a domenica 1° ottobre 2017.

Si comincia sabato 30 alle 18.30 con un viaggio nell’opera di tre importanti protagonisti della poesia italiana contemporanea: Claudio Damiani, Nicola Bultrini e Antonella Anedda.

La sera, a partire dalle 21, uno spettacolo a metà tra la poesia, il teatro e le arti visive: “Via Crucis Terramare” è una mise en space liberamente tratta dal Libro “Via Crucis terraterra” del poeta Lino Angiuli, Premio “Solstizio” alla Carriera 2016. Un racconto in quadri dove immagini, suoni, parole si sovrappongono/sovraespongono nella narrazione di una via Crucis dei nostri tempi, dove c’è Cristo e ci sono “poveri cristi”, ma nessuno di loro sa camminare sulle acque e spesso nemmeno nuotare. La regia è di Pasquale Valentino, le immagini di Riccardo Perazza, mentre le voci appartengono agli attori Daniele Campanari e Serina Stamegna.

Subito dopo è il momento della consegna del Premio “Solstizio” alla Carriera 2017 al poeta Lucio Zinna. «Urgenza di restare e di partire, focolare/ e avventura mi contrastarono sempre»: così si descrive in versi questo raffinato poeta siciliano, autore anche di romanzi e saggi, e direttore della rivista “Quaderni di Arenaria”.

All’interno della serata il “fuoco” preannunciato sarà anche quello dei fornelli: Torpedino e l’Azienda vinicola ‘Monti Cecubi’ cureranno una degustazione di prodotti enogastronomici locali.

Domenica 1° ottobre il Festival ‘verso Libero’ riprende dalle ore 11 con una esposizione straordinaria del ritratto di Libero de Libero del pittore Orfeo Tamburi (olio su tela, 1946, coll. priv., gentile concessione di Samuele Marzano): un’opera da mettere a fuoco per lasciarci proiettare nell’ambiente culturale della “scuola romana”. Segue la proiezione di una intervista inedita al critico d’arte Giuseppe Appella, realizzata da Antonio Fasolo e Simone di Biasio. Una confessione in cui il critico si trasforma in custode della memoria di un de Libero forse meno noto, ma che donava al poeta di “Scempio e lusinga” colore e ispirazione, secondo la massima “ut pictura poesis”.

Gli eventi della rassegna riprendono il pomeriggio dalle ore 17.30, quando il poeta Davide Rondoni terrà una lettura di poesie dal libro “L’allodola e il fuoco – Le poesie che mi hanno acceso la vita” e dall’ultima sua raccolta “La natura del bastardo”, accompagnato dal sax magico di Olimpio Riccardi grazie alla collaborazione con l’associazione “Canto di Eea”.

A seguire alle ore 18.30 la proclamazione dei vincitori della IV edizione Premio “Solstizio” alla presenza della giuria. Il premio nazionale di poesia “Solstizio” è rivolto alle opere prime, dal titolo del libro d’esordio di Libero de Libero del 1934. Quest’anno i primi tre posti saranno contesi dalle giovani poetesse Noemi De Lisi, Claudia Di Palma e Maddalena Lotter.

Il Festival si conclude con “Fuoco”, spettacolo itinerante ispirato al romanzo “Amore e morte” (Garzanti, 1951) di Libero de Libero. Il libro narra le vicende di un amore complicato che sfogano in un delitto passionale: il giovane protagonista dà fuoco alla capanna che ospita la sua amata. Lo spettacolo è il risultato di un percorso di laboratorio teatrale ispirato al romanzo, curato da Serina Stamegna e condotto da Luigi Morra, quest’ultimo attore, ideatore e regista della performance. Prende parte allo spettacolo il gruppo del laboratorio “Fuoco” composto da Oriana Chinappi, Simone di Biasio, Stefania Romagna, Serina Stamegna e Alberto Vitti, con la partecipazione di Antonio Arcieri, Alessandra Masi, Cristina Vetrone.


Scopri il programma


Contatti

associazionedelibero.com
info@associazionedelibero.com
P.zza Porta Vescovo, 4 – Fondi (LT)

Inaugurazione
30 settembre 2017 ore 15.00

Con il patrocinio del Comune di Montelupo Fiorentino, Firenze

Editoria Popolare e Arte Contemporanea
A cura di Filarete art studio e Outarte
Intervento critico di Lorenzo Poggi


Questo evento, che ha come sede espositiva la splendida cornice del MMAB (museo della ceramica, biblioteca e archivio storico di Montelupo Fiorentino), è articolato principalmente su due temi, o mondi: l’editoria popolare dal dopoguerra fino agli anni settanta – ovvero una esposizione dei libri delle collane universali economiche popolari del Novecento -, accompagnata da una mostra di artisti contemporanei che interpreteranno “il libro della loro vita”. La mostra sarà strutturata nel seguente modo: nella biblioteca, usando le bacheche, saranno esposti i libri, collana per collana, le principali e più famose; nelle stanze superiori del museo, ogni artista esprimerà la propria poetica usando l’intero spazio di una stanza, insieme ai preziosi, rari e unici pezzi museali della collezione montelupina. Un viaggio culturale tra una certa editoria che è stata un pilastro per la diffusione della conoscenza novecentesca e attuale, e l’arte di oggi che attraverso la sensibilità, il linguaggio ed il “sentire” odierno, interpreta il libro che ogni artista in mostra sceglierà tra quelli che nella sua vita hanno “segnato” il proprio fare artistico. A fianco di queste due sezioni ci sarà una parte più “teorica” che prevede l’intervento, incontro, tavola rotonda di autorevoli e riconosciute figure sull’argomento editoria popolare.


Certi libri… mostra dibattito sull’Editoria Popolare:

LCUPEN (Libri delle Collane Universali Popolari Economiche del Novecento) si occupa in particolare di libri appartenenti alle collane popolari universali ed economiche del ‘900… ovvero i libri che hanno traghettato buona parte della cultura italiana nel secolo scorso. Per esempio le collane della Rizzoli, BUR grigia; Laterza, UL; Einaudi, PBE e NUE; Feltrinelli UE, e altre ancora… in sostanza i libri che hanno fatto e fanno felici gli autodidatti! Poi tutta la manualistica “operativa”, la poesia e la filosofia. Saranno esposti dei libri delle suddette ed altre collane popolari, scelta a cura di Claudio Parrini e Massimo Alderighi direttore della biblioteca. 


Parte teorica

La parte di “apparati” si compone da una sezione di materiali dedicati all’Editoria Popolare compresa una “dimostrazione” attraverso un’esposizione di progetti e di come si realizza un catalogo-libro d’arte da parte del grafico Mauro Pispoli (che recentemente ha realizzato il catalogo su Piero Manzoni per la Fondazione a lui intitolata). Una tavola rotonda sul tema dei seguenti rapporti: con la Filosofia e i libri tascabili, Ubaldo Fadini docente di Filosofia Morale all’Università di Firenze; con la letteratura popolare e il suo consumo con Carlo Bordoni, sociologo; con il panorama della copertina del libro popolare, con Francesco Galluzzi docente all’Accademia di Belle Arti di Carrara e Claudio Parrini artista; la produzione editoriale e i vari versanti dell’Editora Popolare con Marzio Zanantoni direttore della casa editrice Unicopli e autore del libro su Albe Steiner; la storia del libro popolare e il collezionismo librario con Oliviero Diliberto docente di Diritto Romano all’Università di Roma.

Mostra di artisti contemporanei, dal titolo “un libro-un’opera d’arte”. Gli artisti “interpretano” un libro, cioè faranno un lavoro ad hoc su un libro che ha inciso sulla loro formazione culturale e umana. Tutti noi abbiamo uno o più libri che ci hanno colpito -in un certo momento della vita. Spesso si dice di un libro: “che ci ha cambiato la vita”, per la sua forza evocatrice, propulsiva e provocatoria. In questo contesto gli artisti invitati -in relazione ad un libro da loro scelto-, attraverso i “propri” mezzi espressivi, il proprio stile, fantasia e capacità di elaborare una forma, realizzeranno un’opera.


Artisti e libri

Frank Dituri (Vive e lavora tra l’Italia e New York). Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo includendo mostre personali alla Biennale di Venezia; Pushkin Museum collezione, Moscow; al Palazzo delle Esposizioni di Roma; Galerie Seine 51, Paris; Sirius Gallery, Tokyo; MOMA Moscow; e con il programma LTA Guggenheim Museum in New York. Ha pubblicato in numerosi quotidiani e riviste di prestigio quali New YorkTimes, Harpers Magazine, Zoom Magazine, La Repubblica e il Corriere Della Sera.

Henry David Thoreau, “Walden and Civil Disobedience”, Borders Classics by special arrangement with Ann Arbor Media Group, LLC, 2006


Paolo Maione (S.Giovanni D’Asso, 1965; vive e lavora a Reggello, FI). Scultore. Realizza opere d’arte contemporanea in maiolica, sculture in ceramica; importante la sua collaborazione con la Galleria Gian Enzo Sperone di New York. La sua poetica si esprime attraverso una visione ironica e fantastica, realizzando creature bizzarre, spesso antropomorfe, che formano urgenze visive, come le definisce lo stesso artista.

Dino Buzzati, “La boutique del mistero”, (il racconto: Il cane che ha visto Dio), Oscar Mondadori, Milano, 1991.


Mauro Manetti (San Miniato, 1960; vive e lavora a Empoli). Scultore e pittore. Intorno alla metà degli anni novanta espone in più occasioni alla Galleria Continua di San Gimignano. Negli anni successivi la sua ricerca artistica si configura definitivamente indagando il rapporto tra arte e natura, anche attraverso il recupero di iconografie classiche. Ultimamente ha tenuto mostre in Russia, Giappone e Stati Uniti.

Jorge Luis Borges, “Finzioni”, Einaudi, Collana Nuovi Coralli, Torino, 1984.


Janet Mullarney (Dublino; vive e lavora fra Italia e l’Irlanda). Ha scelto la scultura e l’installazione come mezzo di espressione artistica. Ha esposto in numerosi musei in America, Canada, Cina, Mexico, Inghilterra, e Irlanda. In Italia ha esposto a Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; Museo della Grafica, Pisa; Villa Romana, Firenze; Patrizia Pepe, Prato; Palazzo Mediceo di Seravezza; Palazzo delle Papesse, Siena e presso l’Istituto Francese a Firenze.

Franz Kafka “Metamorphis”, CreateSpace Independent Publishing Platform, 2016.


Claudio Parrini (Vinci FI, 1963; vive e lavora a Vinci e Milano). Pittore e produttore. Inizia a dipingere all’età di quattordici anni guardando alle opere di artisti del Novecento come: Carrà, Lilloni, Tomea, Rosai, Omiccioli, riprodotte nell’Enciclopedia Motta. Si occupa di net art e arte comunitaria con StranoNetwork e Dada, e poi insieme ad altri gruppi (1993-2002). Si è sempre interessato all’arte popolaresca, pittura minore e outsider-art.

Anton Cechov, “Reparto N. 6”, Einaudi, Collana Centopagine, Torino, 1972.


Gianluca Sgherri (Fucecchio, 1962, FI; vive e lavora a Santa Croce sull’Arno ). Si è diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha iniziato ad esporre presso la Galleria Margiacchi di Arezzo nel 1990 partecipando ad importanti mostre collettive in Italia e all’estero. Trasferitosi a Milano, dal 1995 ha collaborato con lo Studio d’Arte Cannaviello fino al 2012. Ha tenuto mostre personali alla galleria l’Attico di Roma, In-Arco a Torino

William Carlos Williams, “Nelle vene dell’America”, Collana gli Adelphi, Adelphi, Milano, 2015.


Luogo: MMAB, museo della ceramica, biblioteca e archivio storico di Montelupo Fiorentino.

Piazza Vittorio Veneto 10 – 11
50056 MONTELUPO FIORENTINO (FI)
Periodo: dal 30 settembre al 27 ottobre 2017
Convegno dalle ore 15 alle 17.30 di sabato 30
Inaugurazione mostra 17.30

A seguire buffet

 info: biblioteca@comune.montelupo-fiorentino.fi.it
Telefono – 0571/917552
FB – ComuneMontelupo
Twitter @ComuneMontelupo
Gruppo Facebook (libri collane universali popolari economiche del ‘900)
media-partner DITUTTO DIPIU’ Montelupo

Scuola della cattedrale

“L’interprete ha un compito, come nella parabola dell’evangelista Luca:
molto ha ricevuto, e molto deve donare dei suoi talenti, perché tanto gli sarà richiesto.
Mi sento investito di una responsabilità religiosa assegnatami nei confronti 
dei capolavori del passato e cerco di far sì che questi capolavori 
possano risuonare nel mondo d’oggi come nuovi.
C’è un’esigenza mia di imporre, più che la mia personalità, il mio amore per la musica,
di poter donare alle altre persone letture che possano far riflettere.
L’analisi musicale esprime la propria esperienza personale di Dio.”

La Scuola della Cattedrale, presieduta da Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, inaugura la sua quinta edizione con la stagione culturale 2017- 2018 che si apre con un evento d’eccezione grazie alla presenza straordinaria del Maestro Daniele Gatti.

La statura di interprete di Gatti, il suo talento, l’impronta e i colori con i quali plasma i suoi orchestrali, si sono affermati a livello mondiale anche grazie alla sua personalità carismatica e rigorosa che, con grande serietà, sensibilità ed umanità, dedica profonda attenzione al rapporto tra musica, interpretazione e religiosità. L’interprete, secondo il Maestro, ha il dovere di trasmettere al pubblico il dono peculiare che egli ha ricevuto, la sua immensa vastità e bellezza, come spunti ed idee per riflettere, educazione e balsamo per l’anima.

Il Maestro Gatti condividerà con il pubblico della Scuola queste emozioni e riflessioni in un dialogo tra arte e fede, raccontando la sua originale visione della musica e dell’interpretazione, lo studio meticoloso, creativo e soggettivo della partitura, scavando all’interno del brano cercando verità e profondità senza tempo.

L’evento, introdotto e coordinato da Armando Torno, si terrà lunedì 9 ottobre 2017 alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Gottardo in Corte (Via Pecorari, 2 – Milano), e vedrà un saluto di Mons. Gianantonio Borgonovo, e la partecipazione straordinaria del Maestro Daniele GattiChief Conductor della Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, e Artistic Advisor della Mahler Chamber Orchestra, fra i tanti prestigiosi incarichi internazionali che gli vengono regolarmente affidati.

Ingresso libero con prenotazione via mail a: scuoladellacattedrale@duomomilano.it
oppure telefonando al n. 02 36169314

Il fascino della carta antica torna a incantare Milano: appuntamento imperdibile per bibliofili e collezionisti. Tra le curiosità la prima mappa di Milano con i numeri civici geometrici

 

Dino Segre, giornalista e scrittore noto come Pitigrilli, negli anni ’30 asseriva che ci sono tre modi per rovinarsi, le donne, il gioco, l’editoria: con le donne ci si rovina piacevolmente, con il gioco rapidamente, con l’editoria sicuramente (che si producano o che si acquistino libri). Ma se proprio volete lanciarvi in questo settore, toccare con mano e sentire con naso il profumo della carta preziosa, le occasioni abbondano.
A partire da Byblos 2.0, appuntamento imperdibile per bibliofili e collezionisti che con il suo fascino di “carta” il 16 e 17 settembre torna ad incantare Milano. Circa una quarantina gli espositori dall’Italia e dall’estero che, al Parco Esposizioni Novegro, incontreranno collezionisti e bibliofili per proporre i loro tesori che, solo a sentirseli raccontare, viene voglia di possederli. Ci sarà, ad esempio, la prima mappa di Milano con i numeri civici geometrici (datata 1827 e firmata da Giuseppe Pezze) o le ricercatissime figurine Liebig, pubblicate tra il 1872 e il 1975 e antesignane per eccellenza delle più conosciute Panini.
La due giorni si svolge in concomitanza con il grande mercato antiquario Brocantage (15 -17 settembre), una delle più longeve fiere dell’antico d’Italia.

Ecco alcune interessanti anticipazioni delle meraviglie che potrete trovare a Byblos 2.0:

 

Presenti importanti operatori -dall’Italia e dall’estero- specializzati in stampe e cartografia antica  

 

Veduta di Piazza Navona sopra le rovine del Circo Agonale. La cosiddetta “Piazza Navona Grande” (per distinguerla da una veduta più piccola della Piazza). È un esemplare della tiratura romana in primo stato di quattro, con ampi margini, su carta vergata con filigrana doppio cerchio e giglio. Magnifica prova. Misura alla battuta del rame cm 47 x 70, incisa e pubblicata da Giovanni Battista Piranesi nel 1773. Catalogo Hind 108 – Focillon 733. Firmata sul rame Cav. Piranesi F. (Cavalier Piranesi Fecit). [Proprietà: Galleria Trincia, Roma]

Planisphaerium Coeleste. Bella incisione su rame del 1728 con coloritura coeva. Misura della parte incisa cm 49.5 c 57. Mostra i due emisferi (australe e boreale), con le costellazioni e la Via Lattea. Nei piccoli riquadri: l’alternanza tra giorno e notte, le fasi lunari, l’ipotesi di Tycho, l’ipotesi Copernicana, l’ipotesi Tolemaica ed il moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole con le posizioni dei Solstizi ed Equinozi. La stampa ha i margini, superiore ed inferiore, ricostruiti, consueta piega centrale, per il resto in buone condizioni. Stampata su carta vergata con filigrana “AH”. Incisa da Mattheus Seutter (1678-1756). [Proprietà: Galleria Trincia, Roma]

Non solo antiquariato, ma anche modernariato librario e libri d’artista

 

C. Collodi, Pinocchio con illustrazioni di Emanuele Luzzati. Edizioni Nuages 1996. Legatura in tela azzurra con custodia.
Edizione di 100 esemplari numerati con un’acquaforte di Luzzati numerata e firmata dall’artista.
Il libro ha una bella dedica autografa con disegno di Pinocchio di Luzzati. [Proprietà: Libreria Antiquaria L’Albero del Riccio, Milano]

 Collezionismo cartaceo

Rare figurine rare Liebig + Calendarietti e figurina Rimmel

 

[Proprietà: Galleria La Tramite, Milano. Presente con un’offerta unica di figurine di ogni genere -dalle rarità della Liebig alle ultime pubblicitarie arrivate dal mercato americano-, bozzetti originali, manifesti pubblicitari italiani e stranieri, cartoline, santini, menù, ventagli, libri antichi, portolani, atlanti… e tutto ciò che riguarda la reclamistica]

Rarissimo volantino che raffigura il gran ballo d’addio del 9 Maggio 1856 per celebrare la fine della campagna di Crimea a cui prese parte l’esercito piemontese al fianco di Inglesi e Francesi. + Volantino in lingua araba lanciato sulle truppe nemiche da aerei italiani durante la Guerra d’Africa
[Proprietà: Libreria Antiquaria Luna Vecchia, Torino. Specializzata in autografi, manifesti e documenti di storia militare.]

Info
Parco Esposizioni Novegro, via Novegro – 20090 Segrate (MI)
sabato 16 e domenica 17 settembre 2017 NUOVE DATE!
Orario: 10-19
Ingresso €10 per Byblos 2.0 e Brocantage – ridotto per bambini dai 6 ai 12 anni – gratuito da 0 a 6 anni (presentando alle casse la cartolina scaricabile dal sito è possibile usufruire di uno sconto del 50% sul biglietto).
www.parcoesposizioninovegro.it
Facebook: Byblos Novegro
Tel. 02.70200022 – 333.3308106 | mail byblos2.0@libero.it
charles baudelaire

charles baudelaire

@ illustration by Chiara Malavasi

Autore di un unico ma fondamentale libro di poesie, Fleurs de Mal (1857), la sua grande originalità non fu interamente compresa dai suoi contemporanei, nemmeno dai suoi amici più vicini (Gautier o Saint-Beuve), ma esercitò subito un’influenza notevolissima sul Parnasse, e poi sulla scuola simbolista; e quindi grande suggestione ebbe su Verlaine, su Mallarmé, su Rimbaud e su tutta la successiva poesia francese ed europea, fino al surrealismo. Lo ricordiamo nel 150esimo anno dalla sua scomparsa.

Nota biografica

Nato a Parigi nel 1821 da Caroline Archimbaut-Dufays e da Joseph-François, funzionario al Senato, che morirà sei anni dopo, Charles Baudelaire risentirà per tutta la vita di tale perdita, né varrà a riscattarlo il profondissimo amore per la madre. Trasferitosi a Lione, entra nel 1833 al Collège Royal per volontà del patrigno, il colonnello Jacques Aupick.

Tre anni dopo è al Collège Louis-le-Grand di Parigi, dal quale verrà espulso. L’inclinazione a una vita disordinata e anticonformista convincono il patrigno a farlo imbarcare su una nave mercantile diretta in India, il Paquebot des Mers du Sud. Da questo viaggio trae l’amore per l’esotismo, principale fonte di ispirazione per Les Fleurs du Mal, opera di 15 anni dopo. Tornato a Parigi nel 1842, Charles vive un lungo e appassionante amore con Jeanne Duvall, protagonista erotica di molte sue poesie.

Il desiderio e insieme la paura della morte, i debiti, da cui sarà afflitto per tutta la vita, spingono il poeta a due tentativi di suicidio. Malato, cerca nell’hashish, nell’oppio e nell’etere il sollievo alla malattia che nel 1867, dopo la lunga agonia della paralisi, lo uccide.

Spleen et idéal

Pubblicato per la prima volta nel 1857 con discreto successo di critica ma con una condanna del tribunale di Parigi per offesa al buoncostume, Le Fleurs du Mal rivela il dramma che si svolge nell’intimità del poeta. Idea dominante che ha fornito il titolo alla prima sezione dell’opera, Spleen et idéal, inserita nell’edizione del 1861, è la contrapposizione fra gli ideali e il crudele e freddo senso di desolazione che nasce dal contatto con la realtà della vita, il contrasto fra le nobili aspirazioni e il male presente in ognuno di noi. Le 85 poesie che costituiscono la prima sezione, presentata in questo volume, racchiudono l’essenza più profonda della poetica di Baudelaire.

Nonostante sia diviso in 6 parti (Spleen et idéal, Tableaux parisiens, Le Vin, Fleurs de Mal, Révolt e La mort) Le Fleur du Mal è un’opera organica sia nella concezione sia nella forma.

Il verso di Baudelaire evoca sentimenti perduti, desideri inconfessati, ricreando i turbamenti della carne e dello spirito. In esso si manifesta la ricerca estenuante della salvazione, che si traduce in un’ossessiva ricerca della perfezione formale, della musicalità del verso.

Les fleurs du mal

Au Pöete impeccable
Au parfait magicien ès lettres françaises
A mon très-cher et très-vénéré
Maître et ami
Théophile Gautier
Avec les sentiments
De la plus profonde humilité
Je dédie
Ces fleurs maladives

 

I fiori del male

Al Poeta impeccabile
al perfetto mago delle lettere francesi
al mio carissimo e veneratissimo
maestro e amico
Théophile Gautier
con i sentimenti
della più profonda umiltà
dedico
questi fiori malaticci

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